giovedì 22 maggio 2014

THE RED QUEEN - 3



Il viso che la scrutava preoccupato si intravedeva dalla trama rada di una cortina del letto dove già da un pò giaceva, sveglia e immobile. 
 Assorta nei pensieri, non si era accorta che la figura alta e vestita di verde era entrata silenziosa e si era fermata a pochi passi, in osservazione.
Non usciva una parola dalle labbra della figura femminile che aveva davanti, ma aveva la sensazione di sentire quello che stava pensando.

Quando finalmente parlò, uscirono suoni asciutti, molto brevi, in un idioma assolutamente sconosciuto alle sue orecchie. Forse un tempo aveva sentito quei suoni, ma erano echi di ordini secchi impartiti su una nave che ricordava immensa. 
Pensava, però non riusciva a ricordare più quanto tempo fa fosse accaduto.
La donna alzò le cortine del baldacchino fatto di rami di quercia intrecciati avviluppati da una gran quantità di muschio, le rimboccò le coperte e si sedette a guardarla.
Aveva occhi neri molto piccoli, capelli neri screziati di riflessi verdi.

Tutto quello che indossava era cosparso di una sottile polvere lucente e quello che sembrava un mantello di leggerissimo tulle, con un elaborato cappuccio terminante con un buffo ciuffo di peli, era costituito di quella strana polverina.
Le accostò una mano al viso e la accarezzò. La mano era fredda ma soffice, come se non avesse alcuna impalcatura ossea al suo interno. Poi da una delle pieghe della veste , stretta in vita da un cerchio d’oro finissimo su cui spiccavano scene a sbalzo di una battaglia navale, prese un pugnale e glielo porse.

Lady Muireann si ritrasse diffidente, ma la donna si avvicinò di più e glielo mise tra le mani poggiando sopra il pugnale le sue, come ad imprimergli un potere segreto.
Poi si tirò di nuovo indietro e si mise in posizione di attesa, le mani nascoste nelle pieghe della lunghissima veste.
Muireann si raddrizzò , si sporse verso la luce ed istintivamente fece un cenno con la mano ad indicare che venissero aperti gli ampi tendaggi che oscuravano in parte le vetrate. Era abituata a dare ordini con un solo cenno, per lei era istintivo e naturale dirigere. 

Così era stata allevata, questo era il ruolo che aveva ricoperto un tempo, l’autorità di cui disponeva.
Nel momento stesso in cui la figura si mosse silenziosa, senza il minimo cenno di disappunto, per avviarsi verso le vetrate, Muireann si rese conto che non era nella sua casa, che aveva dato un ordine che non ammetteva repliche con un annoiato gesto della mano ad una sconosciuta. Che la sconosciuta poteva essere la Maestra della Casa. E lei le aveva forse mancato di rispetto…
Alzando gli occhi dal pugnale, rimase sorpresa nel vedere che la donna non camminava sul pavimento di pietra lucida, per poco i suoi piedi nudi non toccavano terra, perché la donna vestita di verde…sfiorava il suolo.
Si librava lieve aiutata dal mantello che ad ogni passo si modificava come vivo intorno alla sua schiena, simulando il movimento delle ali di una colomba.
Il tendaggio venne scostato rapidamente e una brillante luce gialla irradiò l’enorme stanza.
Lady Muireann pensò : ” Il Mondo Inferiore delle Nebbiadi di cui parlava irata la Vicaria”…

Poi  la porta si spalancò con un colpo secco e un nugolo di mantelli di velo e polverina, nel tempo di un breve respiro, si raccolse silenzioso e curioso intorno al letto ...












#nessunoenessuno


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