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mercoledì 13 luglio 2016

Lontano da Te

Ti vedo lontana,
mai Distante.
Mi lascio al Vento,come Te,
spinge forte.
Arrivo a Te,
cullato dalle onde,
lontano da Te.

#nessunoenessuno


Tutti i diritti sono riservati.

domenica 21 giugno 2015

Il Giorno Dopo


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Le fredde luci dell’alloggio annunciarono che il Sole era sorto ma per loro, per quei quattro ragazzi, il Giorno non sarebbe ancora arrivato.
Sapevano che non sarebbe stato facile sopravvivere lì, su quella nave divenuta per molti l’Inferno.

sabato 7 marzo 2015

Quattro Ragazzi

Era una notte fredda a largo della laguna.
La fonda porta le navi ad isolarsi in rigoroso silenzio, affidandosi all'ancora che, con le sue unghie, addenta il fondale limaccioso, alla ricerca di una roccia, un appiglio.
Il barcarizzo si lamentava col suo cigolio ad ogni ondata che arrivava.
Gli uomini alla guardia, erano svogliati e infreddoliti.
Bevendo rhum caldo e fumando le ultime scorte di tabacco, raccontavano le loro avventure, le loro risse in qualche bordello e vagheggiavano di donne lontane, piccoli trofei che segnavano il loro passaggio.

venerdì 6 marzo 2015

Ritmo e Vita



Ogni volta che si riprendeva il mare dopo una sosta, per me era una liberazione.Si tornava a vivere.Il ritmo scandito dagli orari, i turni al timone, le file interminabili al distributorio per un pasto che non avrei gradito, mi rendevano più vivo che mai.

sabato 5 luglio 2014

Toulone

Tolone, un porto, un bordello.
Era un pomeriggio afoso.Ci ero già stato altre volte, ma questa era tappa fissa per rifornirsi e dirigere verso Gibilterra.
Avevo passato la notte in bianco al timone e non vedevo l’ora di chiudere gli occhi, per poi ritrovarmi altrove, sognando i luoghi che avrei voluto visitare.

domenica 22 giugno 2014

Alba dannata

L'ultimo turno al timone toccava a me quella notte. Di lì a poco saremmo rientrati in base, dopo trenta giorni di mare.
Trenta giorni a respirare l'aria di mare, a guardare le stelle di nascosto bevendo birra. Ora, si ritornava a casa.
Ma quella notte, mentre tutto l'equipaggio era in trepidazione, qualcosa c'era nell'aria.
Arrivava un bollettino meteo in cui si preannunciavano pessime condizioni meteo in porto, tanto da pregiudicare l'ormeggio.
"Poco male", pensavo, anche perché a terra non avevo nessuno che mi aspettava e non avrei fatto altro che prendere il mio gozzo, godendomi i chiari di luna in mezzo al mare, con la scusa di andare a pescare.
Sono un pessimo pescatore, ma almeno sono uno che ascolta in silenzio quando il mare parla.
Intanto la plancia s'era affollata. Trovare sveglio il comandante alle cinque del mattino, ti faceva capire che qualcosa di grave era imminente.
Si andava alla boa per poi entrare in porto una volta che la burrasca fosse passata.
"Sarà un alba dannata" pensavo, sorridendo amaramente. Una mano si poggiò sulla mia spalla, era il nostromo. Il suo odore forte si mischiava al suo respiro al rum, tanto da riconoscerlo al buio senza nemmeno voltarmi.
"Hai sentito il bollettino? Tra poco arriva il cambio al timone per te. Tu vai sulla barca per prendere il cavo e portarlo alla boa. Mi raccomando, voglio un lavoro fatto bene. "
Mi disse con la sua voce roca consumata dal tabacco. Io mi limitai ad annuire. Sono sempre stato di poche parole.
Di lì a poco arrivò il cambio. Allora mi diressi subito sotto la motobarca a seguire l'operazione di discesa. Uno sguardo al mare e capii che non prometteva niente di buono: il mare era calmo, una tavola e la luna ci si rispecchiava tanto era limpido. Ma le nuvole, correvano veloci e presto si sarebbero raggruppate.
Tutto era pronto. Un rapido discorso al resto dell'armamento (prodiere e motorista) sulle condizioni meteo che sarebbero peggiorate in breve tempo e poi giù, in mare.
Mi tenevo distante dall'unità, per non intralciare la rotta, in continuo contatto radio.
Sentivo l'aria cambiare, il vento che da brezza diventava buriana, si iniziavano a vedere bagliori di lampi in cielo, sentivo sulla mia cerata, le prime gocce d'acqua aumentare fino a sentirmi investito dall' acqua.
Un muro fatto di pioggia fitta impediva di prendere riferimenti, i fanali di via della nave non si distinguevano più. Solo i lampi e i fulmini mi permettevano di distinguerne la silhouette. Navigavo a memoria, le comunicazioni erano nulle...perfino  l'apparato VHF aveva preso acqua e gracchiava ininterrottamente, ma la meta era vicina. Avevo individuato la boa e mi dirigevo al massimo, contrastando la forza delle onde che via via diventava più forte.
Riuscii ad avvicinarmi sotto prora mentre gli uomini dall'alto iniziavano a filare il cavo : dovevo manovrare bene cosi'da non capitare tra la boa e la nave. Portato il cavo a bordo della barca, diressi verso la boa: la tensione era alta, l'acqua appesantiva i riflessi e i movimenti, ma la mia calma mi portava dritta a raggiungere quella dannata boa.
Appoggiai la prora su di lei ed aumentai la manetta, rendendo stabile l'imbarcazione. Il prodiere e il motorista, balzarono sulla boa rapidi, portandosi il pesante cavo. Lo passarono dentro la "ghirlanda" e lo assicurarono col borello.
Ciò che dovevamo fare fu fatto.
Mi sfilai rapidamente, una volta che furono saliti a bordo e  intanto il sole sorgeva squarciando le nuvole, la pioggia smetteva di battere, si ritornava a bordo dell'Unità.
Eravamo zuppi d'acqua e sfiniti ma solo quando assicurammo la motobarca alle rizze, ci rendemmo conto della fatica fatta.
"Ottimo lavoro,marinai!" tuonò il nostromo incrociandomi.
"Un'altra alba dannata, per me." gli risposi, bevendo cordiale.

#nessunoenessuno




tutti i diritti sono riservati.


domenica 8 giugno 2014

Dannato

Dannazione.Chissà quale Dio ha voluto che mi trovassi qui.
Una madre in apprensione per le mie bravate per le cattive compagnie, aveva spinto mio padre a prendermi per un orecchio e portarmi al distretto militare.

venerdì 6 giugno 2014

Forza del Mare

Uomini, maledetti Uomini. Legati alle tradizioni, nonostante il progresso. Un tempo si fidavano del Vento e delle Correnti: autostrade naturali che portavano a destinazione.

martedì 3 giugno 2014

La Nave è Vita

Una Nave non dorme mai, nemmeno quando è in porto.
Viene tenuta "sveglia" dai diesel, dal personale di servizio, giorno e notte, con le manutenzioni.
Le casse dell'acqua dolce che vengono riempite, la tv, le storie che si raccontano a poppa la sera, fumando e bevendo birra.  Qualcuno da fuori le ha portate per tirar su la guardia.
Una Nave non dorme mai allora, è vigile in porto, aspettando di venir risvegliata.
Arriva quel giorno.
I diesel raddoppiano l'erogazione di energia e si riaccendono i motori principali.
Uno sbuffo nero dal fumaiolo e si è pronti. Pronti per mollare, per sprigionare energia in Mare aperto.
Una Nave Vive e si sente Viva  in Mare.

lunedì 26 maggio 2014

Silenzio, parla il Mare

Ogni volta lo stesso rito.
Rientro presto, prestissimo.
Le facce al Corpo di Guardia sono quelle di chi è stanco e non vuol partire, non vuol mollare.