Una riflessione a ritroso nel Tempo.
Lunghissima, complessa, articolata.
Che mi ha indotto a prendere di nuovo in mano un “piccolo” romanzo : “ La città senza Ebrei”.
Sottotitolo : Un Romanzo di dopodomani.
Hugo Bettauer, 1922.
Il romanzo prospetta , ironico,
lo scenario di una Vienna in cui gli Ebrei vengono espulsi in nome di un
ripristino dell’ ordine naturale
delle cose, cosi che la gloriosa tradizione autoctona possa rifiorire.
Espulsi gli Ebrei, a Vienna si torna a vestire
alla tirolese e a cantare i canti di montagna.
Ma ben presto è come se nella città si spegnessero ad una ad
una le luci.
I commerci languono, la finanza crolla, i teatri si svuotano,
le belle ragazze viennesi rimpiangono i loro generosi e sensuali amanti ebrei.
Un po’ per amore ( le belle Maedel viennesi dalle bionde
trecce che sospirano incessantemente) , un po’ per forza ( i calcoli
interessati degli amministratori della città), gli Ebrei vengono richiamati a
furor di popolo e tutto si conclude in un clima di festosa riconciliazione.
La realtà non fu così.
Ben oltre la garbata ma graffiante satira di Bettauer ( rivolta
verso l’antisemitismo viennese con l’intento di stemperarne i pregiudizi contro
la comunità semitica) andarono gli eventi.
I Konzentrationslager
invocati da Kunschack ( un autorevole dirigente dei lavoratori ) se non possono
essere assimilati a quelli di ben più trista memoria, ne sono quantomeno i
prodromi.
Bettauer fu additato, addirittura, quale “modello
esemplare della disgregazione giudaica” e quale “ Padre della Rivoluzione Erotica”.
Già, perché il nostro, in un clima di pruderie assoluto,
credeva nella funzione dell’intellettuale come educatore delle masse. Come
Maestro, in un certo senso, Maestro come modello non come Guida.
Nella divulgazione di una “cultura” sessuale, fu a suo modo
un pioniere. E questo lo “perse”.
La funzione dell’Intellettuale nella Società, questa è la riflessione del giorno.
Quanto i divulgatori di “dottrina” sono tesi all’accrescimento
del sapere per le cosiddette Masse e
quanto sono concentrati solo su se stessi?
Possono dirsi questi “intellettuali?
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