Ieri sera invece, sono stato letteralmente catturato da “Il Miglio Verde”.
Emozionante, magico e commovente dovendolo descrivere in poche parole (e quanta rabbia per il grande John, innocente).
Ma leggere il romanzo è tutta un’altra cosa, una diversa Dimensione.
Guardarlo però mi ha fatto riflettere: l’Uomo che uccide l’Uomo, l’Uomo che controlla e decide le sorti dell’Uomo.
Ritengo banale sentenziare : ”Ha ucciso, giusto che paghi con la vita”, perchè sarà proprio un altro Uomo ad azionare la leva che metterà fine ad un’altra esistenza,ad un altra Vita. Esattamente come la sua.
Questo pone il grande interrogativo: se sia giusto estirpare il Male compiendo altro Male.
Una domanda antica che da sempre scuote dalle fondamenta la Coscienza Collettiva e che trova soltanto risposte di parte.
Se sia più giusto “correggere” o se, in nome di una tutela della comunità, “sradicare” il Male che si insinua.
Soprattutto se la Giustizia sia Giusta…
Dalla notte dei tempi qualsiasi comunità ha avuto necessità di un capro espiatorio affinchè gli Dei potessero placarsi e allentare la presa della loro “Giustizia” sul genere umano.
Il ruolo del capro è particolarmente ingrato ed ingiusto in quanto è su di lui che vengono riversate tutte le accuse di un intero gruppo sociale, senza che esso, in qualità di minoranza, abbia gli strumenti atti a difendersi.
E la vera Realtà del capro espiatorio è quella di essere vittima innocente.
Mentre nella maggioranza dei casi il termine è indebitamente attribuito a rei conclamati colpevoli….
#nessunoenessuno
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