La ragazza iraniana arrestata a giugno di cui solo ora si cominciano ad intravedere le sorti è, . in ordine di tempo, l’ultima delle paladine e combattenti in nome di diritti negati al genere femminile.
Una giovane donna che godeva di maggiori privilegi, presumibilmente, essendo studentessa in un paese libero come l’Inghilterra, pervasa da un tale amore per la Madre Patria da voler tornare in una Terra “ a rischio” per portare aiuto ed assistenza ai bambini di strada, agli ultimi della società. E nel contempo piena di ideali tanto da voler rischiare in prima persona andando allo stadio ad assistere ad una partita di pallavolo e srotolare uno striscione inneggiante alle libertà negate alle Donne nel suo paese.
Paese in cui la rivoluzione khomeinista dal 1979 vieta alle donne l’accesso negli stadi per assistere a partite di calcio, tranne in occasione di eventi particolari e con l’approvazione del Regime, e dal 2012 il divieto sembra sia stato esteso anche alla pallavolo.
Mi domando però, se sulla sua sorte ora è stato alzato il velo, cosa ne è stato di chi era con lei a srotolare lo striscione, ma soprattutto quale sarà stata la sorte degli uomini che all’ingresso dello Stadio l’hanno lasciata passare non riconoscendo in lei sembianze femminili , disattendendo , forse involontariamente alle disposizioni ricevute?
Avranno anch’essi avuto il carcere duro?
Un Regime è impietoso nel “Castigo”...non si fa scrupoli con i Nemici e non si fa scrupoli con gli “Amici”...
#nessunoenessuno
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