Nel giardino la notte era scesa silenziosa, al vento caldo ondeggiavano le palme nane e i gelsomini diffondevano un profumo intenso che stordiva. Più avanti gli ulivi carichi di fronde facevano tintinnare le foglie e le luci delle fiammelle scaldavano l’aria e illuminavano le vecchie pietre del casale. Sotto l’arco coperto di edera e campanule, si intravedeva un’ampia radura, un giardino interno al quale conduceva un vialetto ben pavimentato che invitava all’entrata. Era affascinante e inquietante al tempo stesso quel contrasto tra